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Die Demokratie ist wirklich kein Sofa! Davvero, la democrazia non é una poltrona!

11/03/2011


ENDLICH! HURRA!

Morgen, am 12. März 2011, geht es los: Das Volksbegehren für Direkte Demokratie in Südtirol.
In den vergangenen Monaten und Wochen wurde emsig und heimlich daraufhin gearbeitet. Strategien wurden entwickelt, abgewägt, Flugblätter vorbereitet, Spesen berechnet, mit Mitgliedern und unterstützenden Organisationen geredet, diskutiert, Entscheidungen getroffen, Unterschriftenbögen vorbereitet, Aktionen geplant und und und …
Es steckt eine Menge Vorbereitungsarbeit hinter einem solchen Schritt, und eine Menge Spannung, Aufgeregtheit und Lust, es endlich losgehen zu lassen!
Die Demokratie ist wirklich kein Sofa. Das ist nicht nur einfach eine Redewendung. Demokratie ist nie etwas, das eben “einfach ist”, man kann sich darauf hinsetzen oder hinlegen und sich ausruhen. Nein, um die Demokratie muss man sich kümmern, sonst wird sie auf einmal kleiner und kleiner und ist dann weg!
Selbst dann, wenn es den Anschein hat, als “könne man nichts tun”, weil alle Türen verschlossen, alle Wege versperrt erscheinen; selbst dann gibt es etwas zu tun.
Nachdem die erste landesweite Volksabstimmung über unser Gesetz zur Direkten Demokratie am 25. Oktober 2009 knapp am Beteiligungsquorum gescheitert war, schien es zunächst so, als könne man nicht viel mehr tun als abzuwarten und zu hoffen, dass die Politik die Botschaft der Bevölkerung verstehen würde und entsprechend handeln. Rechtlich gesehen ist eine Volksinitiative zum selben Thema erst in einem Abstand von fünf Jahren möglich. Und abgesehen davon hat eine Richterkommission inzwischen beschlossen, dass die Materie der Direkten Demokratie gar nicht Inhalt einer Volksinitiative sein darf (dass diese Kommission sich in dieser Frage an die Stelle des Verfassungsgerichts setzt, scheint niemanden aufzufallen).
Gut, wir können also unseren Gesetzentwurf nicht mit einer Volksinitiative lancieren. Aber ein Volksbegehren, das kann man machen!
In dieser Situation gibt es mindestens zwei Möglichkeiten, die Dinge zu betrachten:
1. Oh je, ein Volksbegehren? Was kann das schon bringen? Ein Volksbegehren ist nichts weiter als eine Unterschriftensammlung zu einem Gesetzentwurf. Dieser wird dann dem Landtag vorgelegt und der muss ihn behandeln: das heißt, er wird ihn einfach ablehnen und basta. Das ist ja so vorhersehbar. Ebensogut könnte man dem König telefonieren und ihm sagen: Herr König, das Volk hätte gern etwas mehr Mitbestimmungsrechte, könnt Ihr bitte da etwas machen? – Und der König wird höchstens kurz grinsen und dann den Telefonhörer auflegen. Nein, es ist besser, Geduld zu haben. Früher oder später werden sich die Dinge schon von alleine ändern.
2. Wunderbar, ein Volksbegehren! Mit so etwas rechnen “die” bestimmt nicht! Sie haben wohl geglaubt, sie können uns noch jahrelang hinhalten mit ihrem Versprechen, ein anwendbares Gesetz zu beschließen. Wir sehen ja, was dabei herauskommt. Die Südtiroler Volkspartei hat jetzt eineinhalb Jahre Zeit gehabt, ihr angekündigtes Vorhaben zur Neuregelung der Mitbestimmungsrechte umzusetzen; das bisherige Ergebnis hat mit wirklicher Mitbestimmung kaum etwas zu tun sondern ist ein klarer Fall von “Verschlechtbesserung”. Jetzt wollen wir zeigen, dass “das Volk 2011 begehrt,  was es in der Volksabstimmung 2009 entschieden hat”.
(Ich bin natürlich für Sichtweise Nummer 2! :) )
Die Sichtweise Nummer 2 hat mehrere Vorteile:
- man kann endlich wieder etwas aktiv tun: Unterschriften sammeln, Flugblätter verteilen, mit Menschen reden…
- das Thema Direkte Demokratie wird wieder zum Thema in den Medien, in den Gesprächen…
- die Qualität unseres Gesetzentwurfes und jener der SVP werden öffentlich miteinander verglichen
- die politische Vertretung im Landtag muss Stellung nehmen und argumentieren…
- und dann sind wir ja wieder bald in der nächsten Vorwahlzeit und da kann es sich die politische Vertretung nicht unbedingt leisten, den Bürgerinnen und Bürgern besonders arrogant daherzukommen…
Ich freue mich so auf morgen! Wir treffen uns um 10 Uhr auf dem Musterplatz in Bozen um das Volksbegehren vorzustellen. Ich werde natürlich hier noch darüber berichten.
Unser Volksbegehren startet in einem Moment, wo man von “der Politik” wirklich die Nase voll hat. Das Geplänkel um die 150-Jahr-Feier zur Einheit Italiens ist nicht mehr auszuhalten. Immer dann, wenn man glaubt, der Gipfel sei endlich erreicht und schlimmere Provokationen von der einen oder der anderen Seite seien nicht mehr möglich, dann wird man enttäuscht und es geht doch noch weiter. WIE WUNDERVOLL es doch ist, jetzt an einem solchen ernsthaften und nachhaltigen politisch-kulturellen Projekt wie dem unseren arbeiten zu dürfen, gemeinsam mit vielen Menschen aus vielen verschiedenen Bereichen, aus allen Sprachgruppen, aus allen möglichen politischen Ecken.
Hurra, endlich geht es los!

FINALMENTE! Evviva!
Domani 12 marzo 2011 si parte: Si parte con la proposta di legge su iniziativa popolare per la Democrazia Diretta in Alto Adige.
Negli ultimi mesi e settimane abbiamo preparato quasi in segreto e silenzio questo momento. Abbiamo sviluppato strategie, stampato volantini, calcolato i costi, discusso con i membri e le organizzazioni sostenitrici, preso insieme le decisioni, fatto vidimare i fogli per le firme, programmato attivitá e tanto altro…
C’é dietro un sacco di lavoro di preparazione e tanta emozione di poter partire finalmente!
La democrazia non é una poltrona. Questo non è solo un modo di dire. La democrazia non è e non sará mai qualcosa che “semplicemente c’é”, dove ci si può sedere o sdraiare e riposare. No, della democrazia bisogna occuparsi, se no diventa sempre piú piccola  e piccola fino a… sparire!
Anche quando sembra di essere arrivati ad un punto dove “non é possibile fare nulla” perché  tutte le porte sembrano chiuse, tutte le strade bloccate – anche in questo momento si puó ancora fare qualcosa.
Dopo il nostro primo referendum provinciale sulla legge della democrazia diretta il 25 ottobre 2009, dove per un pelo non é stato raggiunto il quorum di partecipazione, in un primo momento sembrava che non si potesse piú fare altro che aspettare e sperare che la politica avrebbe capito il messaggio della popolazione e avrebbe agito di conseguenza, come promesso il giorno dopo il referendum. In termini giuridici si puó lanciare un referendum propositivo sullo stesso argomento  solo a distanza di cinque anni. Ma a prescindere da questo, nel frattempo una Commissione ha deciso che la questione dei diritti di partecipazione non puó essere oggetto di un referendum propositivo (non sembra disturbare nessuno che la Commissione provinciale con questa delibera si sia messa al posto della Corte Costituzionale).
Okay, dunque non si puó rilanciare la nostra proposta di legge come referendum propositivo. Ma lo possiamo fare come… proposta di legge su iniziativa popolare!
In questa situazione ci sono almeno due modi di vedere le cose:
1. Ma no dai… un’ iniziativa popolare? Cosa vuoi che effetto abbia? Un’iniziativa popolare non è altro che una raccolta di firme per una proposta di legge. Questa viene poi sottoposta al Consiglio Provinciale che semplicemente la respinge e basta. E ‘così prevedibile che andrá a finire cosí! Sarebbe come telefonare al Re e dirgli:  Maestà, il popolo desidera un po’ più di diritti di partecipazione, si può fare qualcosa per favore? – E il Re  sorride in modo un po’ cinico e riaggancia il telefono. No, è meglio avere pazienza. Prima o poi le cose cambieranno da sé.
2. Meraviglioso, un’ iniziativa popolare! Di certo “loro” in questo momento non si aspettano un passo simile da parte nostra. Probabilmente pensano che possono tirare ancora avanti per alcuni anni a prometterci di adottare una legge migliore di quella attuale. Abbiamo visto cosa significa. La Südtiroler Volkspartei ha avuto un anno e mezzo di tempo per fare ció che aveva annunciato, ovvero portare in Consiglio una nuova proposta sui diritti di partecipazione; peccato che il risultato del suo impegno finora con la partecipazione c’entri ben poco, quasi lo definisco “una presa in giro” visto che la loro proposta attuale “fa solo finta di migliorare le regole”: azzera il quorum ma triplica le firme necessarie da raccogliere, prescrivendo addiritura due raccolte di firme, ecc. Con la nostra nuova iniziativa popolare invece dimostreremo che i cittadini dell’Alto Adige non hanno dimenticato quello che hanno voluto nel 2009 e che insistono anche nel 2011 a dire che la democrazie é diritto di vera partecipazione!
(Ovviamente il mio modo di vedere le cose é il numero 2, eh! ;) )
Il modo di vedere le cose nummero 2 presenta diversi vantaggi:
- Si può finalmente fare qualcosa in modo attivo : raccogliere firme, distribuire volantini, parlare con la gente…
- Il tema della democrazia diretta tornerà ad essere un argomento presente nei media…
- La qualità della nostra proposta di legge e quella della SVP saranno confrontati in pubblico
- La rappresentanza politica in Consiglio provinciale deve per forza prendere posizione e portare argomenti validi
- E poi ormai ci si avvicina alle prossime elezioni provinciali e sará piú difficile per la rappresentanza politica a mostrarsi in modo particolarmente arrogante verso le richieste dei cittadini…
Sono così felice ed emozionata per domani! Ci incontriamo alle 10  in Piazza della Mostra a Bolzano per presentare la proposta di iniziativa popolare. Naturalmente vi racconteró qui!
La nostra nuova iniziativa parte in un momento in cui si é davvero stufi della “politica”. Non ne posso piú dei dibattiti attuali sulla celebrazione dei 150 anni di Unità d’Italia, sono arrivata al limite della sopportazione. Ogni volta che sono convinta che “peggio non si puó” fra battute e provocazioni da una parte o dall’altra, ecco che arriva qualcuno e mi delude: e si va da male in peggio. Non sembra che si rendino conto dei gravi danni che stanno facendo al delicato fiore della convivenza fra i gruppi lingustici. Come é dunque meraviglioso sapere che ora posso partecipare ad una cosa seria, ad un progetto politico-culturale cosí importante, insieme a tante altre persone di tutti i gruppi linguistici, che hanno tanti diversi modi di vedere le cose, che vengono da diverse associazioni o partiti…
Evviva, finalmente si parte!

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