Sammeln. Raccogliere.
Unterschriftensammeln ist nicht nur Unterschriftensammeln.
Ein paar technische Details: man muss um die Genehmigung zur Besetzung öffentlichen Grundes ansuchen, dann braucht man noch Sammlerinnen und Sammler – also Menschen, die andere Menschen ansprechen und zum Unterschreiben einladen – und vor allem braucht es einen Beglaubiger. Ein Beglaubiger ist ein Beamter oder ein Gemeinderatsmitglied, der mit einer eigenen Genehmigung ausgestattet ist und die Berechtigung hat, die Unterschriften zu beglaubigen, also offiziell festzustellen, dass diese Person, die da unterschreibt, tatsächlich diese und keine andere Person ist. Zum Glück scheint es genug Beamte und Gemeinderatsmitglieder im Lande zu geben, die sich für Direkte Demokratie begeistern und ihre Freizeit oder sogar Ferien dafür zur Verfügung stellen.
Unterschriftensammeln finde ich sehr spannend.
Man lernt dabei sehr viel über Menschen.
Man lernt vor allem sehr viel über eigene Vorurteile, von denen man vielleicht gar nicht wusste, dass man sie hat, denn sie sind tief unten in uns versteckt. Man bemerkt sie dann, wenn man anfängt, eine Art Auswahl zu treffen unter den Menschen, die man anspricht: die Frau sieht aus, als könnte es sie interessieren; bei dem dort drüben hat das bestimmt keinen Sinn…
Da erfährt man dann eine Überraschung nach der anderen. Man erfährt, dass man es den Leuten überhaupt nicht ansieht, was und wie sie denken.
Der Typ mit Anzug und Krawatte, den ich eigentlich gar nicht ansprechen wollte aber mit dem ich zusammengestoßen bin und ihm daher zaghaft einen Flugzettel in die Hand gedrückt habe, zückt begeistert seinen Ausweis um zu unterschreiben: ja, er weiß alles über das Volksbegehren, er hat sogar schon einmal gespendet.
Die beiden netten älteren Frauen mit ihren Einkaufstaschen, die ich höflich anspreche, zischen mir ausländerfeindliche Sprüche zu. Huch!
A propos Ausländer: da ist noch der Bundesdeutsche mit dem Rucksack, der unbedingt unterschreiben möchte: gegen Atomkraft. Sorry, das ist eine ganz andere Sache hier, trotzdem danke!
Andere hingegen wollen nur unterschreiben, “wenn es gegen Du-Weißt-Schon-Wen ist”. Und ansonsten wollen sie von Nichts wissen, denn es hätte überhaupt keinen Sinn, in diesem Land irgendetwas ändern zu wollen, solange…
Es stimmt traurig und nachdenklich; ja, es gibt schon eine nicht geringe Anzahl von Menschen, die irgendwie “abgeschaltet” wirken, die vielleicht in ihren eigenen persönlichen Problemen derart verstrickt sind, dass keine anderen Gedanken Platz haben, auch keine Hoffnung, kein Licht.
Doch dann ist da der Bettler, der zwar nicht unterschreiben kann weil er nicht ortsansässig ist, aber er schenkt uns eine Handvoll getrockneter Apfelringe, “zur Stärkung”.
Und die zwei jungen Mädchen (die hätte ich gar nicht für volljährig gehalten), die “von einer Freundin geschickt” worden sind zum Unterschreiben. Und ein paar Leute, die leider den Ausweis nicht dabei haben, aber dann tatsächlich nach Hause gehen und mit dem Ausweis in der Hand wieder zurückkommen.
Viele Leute haben es eilig. Sie hasten vorüber, ohne nach links und rechts zu schauen. Doch dann sehen sie Enzo, und jeder kennt Enzo, und dann bleiben sie stehen, um ein paar Worte mit Enzo zu wechseln, und dann…
Oder umgekehrt, sie rauschen an Enzo vorbei und bleiben dann bei mir stehen, wo ich nie weiß in welcher Sprache ich die Leute ansprechen soll, deutsch oder italienisch, irgendwie nach Gefühl. Sei bleiben stehen, warum? Wer weiß. Es entscheidet oft ein Bruchteil von Sekunden, ob man sich ansprechen lässt oder nicht, ob man sich die Frage stellt, dass es vielleicht etwas Interessantes, etwas Wichtiges sein könnte, das Menschen dazu veranlässt, an einem Samstagmorgen hier zu stehen.
Wir waren eingekesselt zwischen der vielbefahrenen Freiheitsstraße und einem Markstand, der frittierten Fisch verkaufte. Es roch nach einer Mischung aus Abgasen und altem Öl. Da war es beruhigend zu wissen, dass unser Beglaubiger auch noch Arzt ist: für den Fall, dass man auf einmal umkippt…
Raccogliere firme non significa solo raccogliere firme.
Qualche dettaglio tecnico: bisogna fare richiesta per l’occupazione di spazi pubblici; bisogna avere a disposizione delle persone disposte a invitare alla firma, capaci di spiegare di cosa si tratta; soprattutto c’é bisogno di un autenticatore delle firme. Questo deve essere un membro del consiglio comunale o un impiegato pubblico che si é fatto dare il permesso di autenticare, ovvero certificare ufficialmente che la persona che ha firmato é davvero quella e non un’altra persona. Per fortuna nella nostra provincia ci sono abbastanza impiegati e consiglieri che condividono con noi l’entusiasmo per la democrazia diretta, e sono disposti a mettere a disposizione il loro tempo libero e addiritura qualche giornata di ferie.
Raccogliere firme é una cosa emozionante.
Si imparano un mucchio di cose sulle persone.
Soprattutto si impara tanto su sé stessi, sui propri pregiudizi che non si pensava di avere perché sono ben nascosti dentro di noi. Ci si accorge di loro nel momento in cui si inizia a fare una sorta di selezione fra le persone che si invitano a firmare e quelle che “é meglio lasciar perdere”: quella signora lí é sicuramente interessata, quell’altro tizio invece mi sembra strano, non ha senso provare a chiedergli…
E invece, dopo alcune gaffe, inizi a capire che non é possibile indovinare il modo in cui le persone pensano o la loro capacitá di riflettere.
Ad esempio il tipo in giacca e cravatta che non avrei nemmeno voluto chiedere se la cosa poteva interessarlo, ma visto che per sbaglio ci siamo scontrati, colgo l’occasione per provare a dargli almeno un volantino, e guarda che sorpresa: lui giá tira fuori la carta d’identitá, sí vuole firmare subito, sa giá tutto, é da un po’ che segue la questione ed é contento di poter fare qualcosa…
Poi le due simpatiche signore che hanno appena fatto la spesa: chiedo gentilmente se posso spiegare loro di cosa si tratta, e mi accolgono con diversi slogan anti-extracomunitari. Gulp!
Poi c’é il tedesco della Germania, con lo zaino, che chiede se é possibile firmare contro il nucleare. Sorry, é un’altra cosa, ma grazie lo stesso!
Altri invece vogliono firmare solo “se é contro Tu-Sai-Chi”, altrimenti non firmeranno mai piú niente perché finché c’é lui nulla ha senso in questo paese, non cambierá mai niente ecc.
Uff, sí é vero, ci sono molte persone che sembrano in un certo senso “spente”, che forse hanno talmente tanti problemi personali che non riescono a vedere piú niente altro, non hanno piú speranza, non hanno piú fantasia per almeno immaginare un cambiamento nel positivo…
E poi arriva il mendicante che non puó firmare perché non ha la residenza qui, ma ci offre un sacchetto con una manciata di anelli di mela essiccata, “per non perdere le forze”…
E due ragazzine (che io non avrei nemmeno detto che avessero giá 18 anni), sono state “mandate da una amica” per firmare. E poi alcune persone che “purtroppo in questo momento” non hanno dietro la carta d’identitá: ma poi tornano davvero piú tardi, sono andati a casa a prendere la carta d’identitá…
Tante persone hanno molta fretta. Ti passano davanti senza nemmeno guardare a destra o a sinistra. Ma poi vedono Enzo, e tutti conoscono Enzo, e con Enzo bisogna almeno fermarsi un secondo per salutarlo e chiedere come va, e cosí…
Oppure é viceversa, fanno finta di non vedere Enzo ma poi si fermano due metri piú avanti dove sto io con i miei volantini, che non so mai se iniziare a parlare in tedesco o in italiano. Perché ora si fermano e vogliono sapere di cosa si tratta? Chi lo sa. Spesso sono due secondi che sono decisivi se sei disponibile ad ascoltare qualcuno o no, due secondi nelle quali forse ti chiedi come mai di sabato ci sono delle persone che raccolgono firme: che si tratti di una cosa importante, interessante?
Eravamo circondati dal mercato, da una parte Corso Libertá con un bel traffico di macchine, dall’altra invece vendevano pesce fritto. Una bella miscela di odori fra gas e olio vecchio. È stato rassicurante sapere che Claudio, il nostro autenticatore di ieri, é anche medico: nel caso qualcuno di noi si sentisse male all’improvviso...
Gestern mit Stephan (Koordinator der Initiative für mehr Demokratie), Lea (Studentin), Claudio (Arzt) und Enzo (Künstler) in Bozen beim Samstagmarkt.
Bis nächsten Samstag!
Ieri con Stephan (coordinatore di Iniziativa per piú democrazia), Lea (studentessa), Claudio (medico) ed Enzo (artista) a Bolzano, mercato del sabato.
A sabato prossimo!


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